Riscaldamento globale è un termine popolarmente usato per descrivere l’aumento nel tempo della temperatura media dell’atmosfera terrestre e degli oceani. Il termine scientifico più appropriato è quindi surriscaldamento globale.
Cause del riscaldamento
Il mantenimento della temperatura della Terra attorno a valori medi adatti alla vita umana è dovuto principalmente a quattro fattori:
- 1. Calore interno del pianeta
- 2. Irraggiamento solare, che fornisce l’energia per l’effetto serra
- 3. Presenza dell’atmosfera, che attenua gli sbalzi di temperatura giornalieri e stagionali
- 4. Effetto serra naturale, che amplifica l’effetto termico dell’irraggiamento solare L’alterazione di questi parametri è la causa del riscaldamento globale
Gas serra nell’atmosfera
Variazione dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera negli ultimi 1000 anni. Nell’attuale fase di riscaldamento del pianeta si sta assistendo ad una variazione significativa di un importante fattore che influenza la temperatura terrestre, ovvero la concentrazione atmosferica di anidride carbonica (CO2), uno dei gas serra.
Tale incremento di circa 2 ppm all’anno (in due secoli il valore della concentrazione è passato da 280 ppm a 380 ppm, il valore più alto da 650.000 anni a questa parte[1]) non ha eguali nella storia recente del pianeta ed è ritenuto legato all’uso di combustibili fossili che durante il periodo carbonifero (milioni di anni fa) sono stati “fissati” nel sottosuolo ad opera della vegetazione e degli animali, passando dalla forma gassosa di CO2 a quella solida o liquida di petrolio, carbone o gas naturale. L’uso massiccio di combustibili fossili ha tra le sue consenguenze l’immissione in atmosfera di enormi quantità di anidride carbonica (circa 25 miliardi di tonnellate all’anno). Negli ultimi 150-200 anni, a partire dalla rivoluzione industriale, la combustione dei giacimenti fossili ha invertito il processo avvenuto durante il periodo carbonifero, reimmettendo nell’atmosfera questo carbonio sepolto da milioni di anni. Inoltre, secondo le stime, il pianeta riuscirebbe oggi a riassorbire, mediante la fotosintesi clorofilliana e l’azione delle alghe degli oceani, meno della metà delle emissioni, anche a causa della deforestazione.[citazione necessaria] L’attività umana ha infatti ridotto la biomassa vegetale in grado di assorbire la CO2 fin dalla rivoluzione agricola neolitica, trasformando i boschi in campi o città. Oggi la deforestazione (ad esempio in Amazzonia) è nettamente aumentata ed aggrava ulteriormente la situazione. A contribuire ulteriormente vi è la maggior produzione di metano da fermentazione dovuta ad un incremento significativo dell’allevamento intensivo e delle colture a sommersione (ad esempio il riso).
La CO2 non è infatti l’unico gas serra, ma rappresenta solo lo 0,038% dei gas atmosferici e circa il 5% del totale dei gas serra, quando il vapore acqueo rappresenta lo 0,33% dei gas atmosferici e contribuisce per circa il 50% ai gas serra. Sebbene nella storia del clima le variazioni nei livelli di CO2 osservate siano state precedenti alle variazioni di temperatura e non viceversa (esiste un ritardo di 800 anni tra i picchi di temperatura ed i corrispondenti picchi di CO2 nell’atmosfera), secondo il comitato di esperti delle Nazioni Unite (Intergovernmental Panel on Climate Change) l’attuale riscaldamento non può essere spiegato se non attribuendo un ruolo anche a questo aumento di concentrazione di CO2 nell’atmosfera. L’effetto serra è un fenomeno naturale e necessario per permettere alla superficie terrestre di avere temperature adatte alla vita, in particolare quella umana; ad esempio la decomposizione di piante ed animali morti o la normale attività geotermica dei vulcani emettono enormi quantità di gas serra, ma in questi casi si tratta di emissioni costanti o in lentissima evoluzione (dell’ordine di migliaia o milioni di anni) e per questo non ritenute problematiche. Anche in concomitanza di grandi eruzioni catastrofiche si sono determinate evidenti mutazioni del clima a livello globale (di solito però abbassando le temperature a causa delle eccezionali quantità di polveri emesse in atmosfera, come nel caso delle eruzioni dei vulacani Pinatubo o Krakatoa).
Tuttavia questo genere di fenomeni, in epoche storiche, sono stati riassorbiti e non hanno comportato mutamenti permanenti del clima. A parte dunque tale effetto serra naturale, il problema è l’eccesso di riscaldamento dovuto ad un più marcato effetto serra, e dunque il conseguente surriscaldamento.